Paolo Ruffini Show con Diana Del Bufalo al Cinema Teatro Garden di Rende

Paolo Ruffini e Diana Del Bufalo
by Matteo Spagnuolo 1 Dicembre, 2018 MediaTerronia Tv Comunitaria

Paolo Ruffini Show con Diana Del Bufalo al Cinema Teatro Garden di Rende

Il Teatro Cinema Garden di Rende lancia la sua nuova produzione nell’ambito della Stagione 2018-2019, fortemente voluta dalla “ Dedo Eventi” in collaborazione con “For&Ver Creative Company” e con il patrocinio del Comune di Rende, un inizio che vede protagonista lo spettacolo “Paolo Ruffini Show con Diana del Bufalo” nella serata del 30 Novembre, dove la vertigine di essere finiti dentro uno show si sente in toto, con un alto gradimento del pubblico che ha partecipato con entusiasmo e anche in modo interattivo durante lo spettacolo.
Ed è la voce di Paolo Ruffini - conduttore televisivo, regista e attore italiano - che ha accompagnato lo show sin dall’inizio: si inaugura la serata con il lancio dei palloncini colorati tipici dei bimbi, un bel modo per riportare la gente indietro nel tempo e per celebrare la vita in tutte le sue forme e sfaccettature, dall’allegria alla tristezza e dalla malinconia alla gioia piena,quando il confine tra la finzione e la realtà sta sempre nel potere della vita.
Uno show ben strutturato con la partecipazione di Diana Del Bufalo, una scoperta della televisione italiana (conduttrice e attrice romana che tiene alta l’attenzione anche su instagram dei suoi fan attraverso le sue trovate accanto alla sua arguta ed intelligente ironia), in grado di proporre scenette comiche con Paolo Ruffini, ma anche da sola con un paio di esibizioni canore ha dimostrato la sua verve artistica, colorata da un’espressività disarmante che fa e che ha fatto di lei un’icona della leggerezza targata “Diana Del Bufalo”.
Sul palcoscenico Paolo Ruffini invita alcuni ragazzi con la sindrome di Down, a cui rivolge alcune domande per superare l’imbarazzo iniziale, e si crea un vero e proprio siparietto; un voler “far diventare” una risorsa chi pensa di non poter superare alcuni limiti è un valore aggiunto nello scenario televisivo, sia a teatro che al cinema, difatti lui ha scelto come protagonisti per il docufilm “Up e Down” cinque ragazzi con la sindrome di Down ed uno autistico,una storia di una compagnia teatrale che vuole compiere un’impresa normale, cioè realizzare uno spettacolo e portarlo in tournée nei prestigiosi teatri.
Il teatro è social? Per Paolo Ruffini fare teatro è un motivo in più per avvicinarsi alla gente, essere sociali piuttosto che social, e tratteggia in modo efficace la figura di chi rappresenta dei soggetti davanti al pubblico.
“Bisogna tornare ad essere sociali”spiega Ruffini, solo così si può intravedere un po’ di umanità, e toccare con mano la gente, le pulsioni, i sentimenti, l’odio e l’amore, la rabbia e la passione; inoltre il suo monologo social “Ai miei tempi”riesce ad aggiudicarsi il beneplacito della platea, un binocolo che va oltre il tempo, e che ci fa tornare indietro nostalgicamente e anche consapevolmente, dove il concetto di tempo continua a raccontarci le storie, il presente e il tempo passato: dalle laute chiacchiere al bar ai pranzi di famiglia, dalla conversazione tra amici al mondo dei sogni, il sogno che ristora e che attribuisce un pensiero felice alla nostra esistenza, che può essere” Up e down”, la definizione che Paolo Ruffini riprende spesso per far comprendere che la vita è fatta di alti e bassi, oltre al fatto che la normalità sta sempre nel mezzo o meglio non esiste se non nell’immaginario collettivo, quindi l’interrogativo comune deve e dovrebbe essere “Diversi da chi?”. Non si è diversi o migliori di nessuno,si è solo umani, in generale l’umanità determina la socialità e la socializzazione con altri esseri umani, un po’ come ha fatto Ruffini durante il suo show, e su suo invito alcune coppie ( una coppia di giovani sposi, e altre due con tanti anni di matrimonio) sono salite sul palco e hanno giocato con Paolo e Diana, per tutto il tempo il pubblico ha sorriso e apprezzato la rappresentazione di storie comuni, tra battute e tanta convivialità.
A fine spettacolo Paolo Ruffini ha salutato tutti con un altro monologo, prendendo spunto dai film suggeriti dal pubblico, in verità si è servito di quei capolavori per concludere dicendo “La vita è bella”.